Oggi ho preso un giorno di ferie.
Per dedicarmi a tutto ciò che normalmente, per mancanza di tempo, passa sempre in secondo piano.
Cioè me stessa.
E le mie attività predilette:leggere, scrivere e dormire.
Ieri sera sono andata a dormire pregustando la mia giornata di relax.
Il Tappo stamattina si è svegliato tardissimo, alle 8…Abbiamo esattamente 40 minuti per bardarci e uscire di casa, che l’asilo alle 9 chiude!
Doccia, colazione, vestizione, aerosol (accompagnato dalla visione dei soliti deficienti colorati.I teletubbies di prima mattina….no comment.).
Alle 8.40 siamo davanti alla porta e stiamo per uscire di casa, quando Pietro, da dentro il piumino mi guarda con i suoi occhioni: “Mamma?Cacca!”.
La puzza che sale dal suo sedere me lo conferma.
Lo svesto, lo lavo, lo rivesto, guardando l’orologio e col terrore di trovare l’asilo chiuso e dovermene tornare a casa col Tappo in braccio.E la mia giornata auto-contemplativa se ne và in fumo.
Partiamo a tutta birra in macchina.
Ormai ho i minuti contati:l’asilo di Pietro è in pieno centro storico, oggi piove fortissimo ed è pure giorno di mercato.
Giro un po’ alla ricerca di un parcheggio.Niente.
Vinta dalla disperazione posteggio davanti alla biblioteca, sotto un enorme cartello di divieto di sosta.
Inserisco le quattro frecce come segnale di scuse e di supplica.
Entriamo all’asilo alle 9 e 5 minuti, nessuna bidella intransigente ci ferma e riusciamo a raggiungere indisturbati la classe dei “Cuccioli”.
Alla vista delle dade e dei suoi compagni, Pietro comincia a piangere.
Ma come??Quando lo porta il babbo non lo fà mai!!!
La maestra cerca di tranquillizzarmi:”Non si preoccupi. Adesso gli diamo Pallino e si consola…dov’è Pallino?”
Il Tappo bagnato come un pulcino (perchè la mamma snaturata si è anche dimenticata l’ombrello) e coi goccioloni agli occhi rincara la dose: “Manlio!Manlio!”.
Io, senza scuse, ammetto vergognosa:”Ehm…l’ho dimenticato…mi spiace…”
La maestra con tono conciliante mi rassicura.”Vabbè gli daremo un altro pupazzo, ma mi raccomando la prossima volta…”
“Sì,Sì..lo prometto!” e striscio fuori dall’asilo come un verme.
Mentre mi avvicino alla mia macchina in sosta fuorilegge, scorgo un vigile che armeggia con un blocchetto delle multe, proprio davanti alla mia seicento sgangherata.
AAArrrggghhhh!!!
Lo avvicino e prima ancora che possa aprire bocca, lo investo col mio monologo:
“Senta guardi me ne vado subito subito sarò stata neanche 5 minuti ho anche messo le 4 frecce non vede poi qui è impossibile parcheggiare dovevo portare il bimbo all’asilo e come si fà e se piove anche è un vero dramma mica volevo questo asilo io ma è quello che mi hanno dato ce n’era un altro vicino casa sà e..”
Il vigile guarda la donna che ha davanti, vestita come una zingara, un cappellino di lana in testa e bagnata fradicia che parla a vanvera, piantata davanti ad una seicento ammaccata e sporca di terra.
Per un momento forse riflette se prescrivermi un tranquillante al posto della multa.
“Va bene, va bene.Ma la prossima volta…”
“SI’ SI’!!LO PROMETTO!!!”
Risalgo in macchina e inizio finalmente la mia giornata di riposo.
Con un po’ di ansia, perchè, come si dice…chi ben comincia….