I ricordi hanno un colore.
La pellicola della mia vita ha un colore diverso per ogni fotogramma che scorre.
Azzurre sono le immagini della mia infanzia e delle mattine trascorse in spiaggia col nonno a cercare ossi di seppia e vongole.
Nere sono le giornate che ho camminato lungo il corridoio di un ospedale sperando in una buona notizia che non è mai arrivata.
Arancione è il giorno che è nato Pietro e, dopo una lunga notte, l’ho guardato per la prima volta negli occhi.
I ricordi hanno odore.
Tutti i posti in cui sono stata ne hanno uno, diverso, che ho fissato nelle narici e che posso risentire ogni volta che ripenso a quei luoghi.
Il Cile ha l’odore pungente dell’aria rarefatta del Salar de Surire, ha l’odore della sabbia che impregna i vestiti del deserto di Atacama; ha l’odore del coriandolo sparso con generosità su ogni piatto fumante.
Il Portogallo ha l’odore del pesce fresco nelle vetrine della miriade di ristoranti del lungomare di Sètubal; ha l’odore della sporcizia dei vicoli del centro di Lisbona.
Milano ha l’odore di freni bruciati di un treno in ritardo, troppo in ritardo.
A tutti coloro che non si dimenticano di ricordare e a volte di sognare.