M è impiegata in un’azienda e fra le sue mansioni c’è anche il lavoro di receptionist e centralinista.
M è, diciamo, la porta d’ingresso sia telefonica sia fisica dell’azienda. E comunque M è brava con le persone, ci sa proprio fare.
Questo è l’anno della Criiiiiisi e anche la ditta di M pare risentirne. Come tante altre aziende si avvale della cassa integrazione, per motivi al confine sottile tra la “reale necessità di” e la “vantaggiosa opportunità di”. Ma non voglio parlare di questo.
Nell’azienda di M parte la malaugurata Cassa Integrazione Speciale (CIS), che tradotto significa che alcuni dipendenti finiscono irrimediabilmente a casa. La lista dei prescelti, come in tante aziende, apparentemente viene stilata distinguendo tra indispensabili e non, nella realtà la distinzione avviene tra graditi e non. Ma non voglio parlare nemmeno di questo.
Voglio parlare di M.
La settimana scorsa nell’azienda di M comincia la processione dei nominati CIS, in attesa di sentenza. La maggior parte hanno anche una certa età, fatto curioso no? Che, magari loro non lo fanno, ma io se fossi in loro mi chiederei: “E adesso dove c…o vado?”. Ma non voglio parlare neanche di questo.
Voglio parlare di M!!
Alla reception arriva il Signor C, che è già a casa da un bel po’ ed è stato convocato dall’ufficio personale per sapere se deve sgombrare l’armadietto oppure no.
M lo accoglie calorosamente, perchè ogni tanto ci andava a prendere il caffè con il Signor C. E poi M è socievole.
Poi quando è ora di annunciarlo, M prende in mano decisa la cornetta. E’ costretta ad indugiare, si volta verso il Signor C e con un sorrisone gli chiede: “Chi devo dire? Scusa non mi ricordo il tuo nome…”
“Cominciamo bene…” grugnisce il signor C.
Che permaloso!!
M è bravina e si merita una promozione. Magari all’Ufficio Risorse Umane..
Qui si ride per non piangere.