“Tradizione inoffensiva”, dice Bersani.
Il solito pressapochismo.
Mi viene in mente mia nonna quando mi diceva: “Ma vai alla messa ogni tanto, che male non ti farà.”
Poco credente da sempre, a ottantanni suonati si era riscoperta il fervore religioso.
In preda ad un senile “just in case-io speriamo che me la cavo“, la sera si era rimessa a recitare preghiere in un improbabile latino, reminiscenze della sua infanzia. Non credo le facesse male. Secondo me non le faceva neanche bene, tanto mica ci credeva.
Se mi appendo un crocifisso al collo può darsi che io sia effettivamente cattolica. O può darsi che lo faccia perchè sia un ricordo della mia cara nonna.
Comunque mi appiccico un simbolo, che comunica agli altri qualcosa di me, veritiero o meno che sia. Il collo è mio, ci faccio quello che mi pare, a costo di venire fraintesa.
Se la scuola pubblica si appende al collo un crocifisso cosa comunica di sè? Che tanto pubblica non è.
Se poi lo fà per un’usanza invece che per una reale adesione ai valori cattolici mi pare pure peggio. Per i cattolici intendo.
Finisce che sta tradizione inoffensiva offende tutti: cattolici e non.