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Battaglie domestiche

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Distratta e sbadata. E le più innocue occupazioni diventano per me fonte di ferimenti, scottature, tagli.

“La mamma và in guerra!”. Pietro lo ha detto pure alle maestre dell’asilo.

Quest’idea della sua mamma, cavaliere dell’apocalisse, guerriera indomabile, ha reso agli occhi del tappo, le frustranti attività da desperate housewife, delle affascinanti e spericolate avventure.

L’aspirapolvere la usa già da un pezzo. Se impara anche a cucinare sto a posto.

 

Una buona e una cattiva

Iniziamo da quella cattiva.

La notizia cattiva di oggi:

L’attivissimo sindaco di Roma ha deciso di installare le panchine anti-bivacco. In realtà non è neanche sta gran notizia, perchè a Verona ce le avevano già.  Comunque il messaggio è chiaro.

Sulle panchine del parco si sta seduti e composti. Che cribbio!

Ditelo ai vostri nipotini che ci vanno a giocare, ai vostri mariti che ci vanno a fare gli addominali dopo una corsetta e ai vostri figli adolescenti che ci vanno a sbaciucchiarsi.

Beh, ovviamente ditelo anche a tutti i barboni che conoscete. Così cominciano già ad abituarsi a dormire sotto le panchine invece che sopra.

La notizia buona:

Il dollaro continua la sua “picchiata”. Oggi 1 euro vale 1 biglietto verde e mezzo.

Sì, lo ammetto.  Questa notizia è buona se hai appena programmato un viaggio negli USA, diciamo per esempio a New York e ora puoi sperare di non finire a fare il barbone sulle panchine, che secondo me a NYC sono elettrificate.

Beh, si da il caso che io abbia già il biglietto aereo in tasca. :)

A tutti gli altri la buona notizia leggetela qui:

http://www.romagnaoggi.it/forli/2009/10/20/140018/

Roller Nonno

“ciao babbo!”
“ciao, volevo dirti se ti interessava iscriverti ad un corso di pattinaggio su roller…”
“EH?A parte che so già pattinare…perchè mi vuoi mandare ad un corso su roller??”
“Beh, perchè è pieno di giovani. Comunque IO VADO.”
“….”

Detto fatto. Mio padre oggi pomeriggio è andato a iscriversi. Il corso è effettivamente pieno di giovani, per la precisione bambini. Quando è arrivato gli hanno chiesto chi era andato a prendere.

Io in fondo credo di essere cresciuta anche troppo equilibrata.

Yellow

Le magliette gialle fanno qualche giro in più in lavatrice delle altre.

Il pennarello giallo è il primo a finire l’inchiostro.

A Pietro il mondo piace dipingerlo di giallo,  il suo colore preferito.

Stamattina mentre camminavo al freddo e al buio in direzione della stazione, pensavo al sorriso entusiasta di mio figlio seduto sul vasino intento a fare “una cacca grande tonda e gialla”.

E la mia giornata si è colorata di un giallo brillante.

Viaggi per single

ImmagineQuesto è quello che compare cliccando sulla sezione “Viaggi per single” di un sito di viaggi.

Cos’è? Un sottilissimo messaggio subliminale?

Della serie vatti a far benedire o a cambiare sesso….

Provare per credere: http://www.viaggi-scontati.com/

Una buona parola

M è impiegata in un’azienda e fra le sue mansioni c’è anche il lavoro di receptionist e centralinista.

M è, diciamo, la porta d’ingresso sia telefonica sia fisica dell’azienda. E comunque M è brava  con le persone, ci sa proprio fare.

Questo è l’anno della Criiiiiisi e anche la ditta di M pare risentirne. Come tante altre aziende si avvale della cassa integrazione, per motivi al confine sottile tra la “reale necessità di” e la “vantaggiosa opportunità di”. Ma non voglio parlare di questo.

Nell’azienda di M parte la malaugurata Cassa Integrazione Speciale (CIS), che tradotto significa che alcuni dipendenti finiscono irrimediabilmente a casa. La lista dei prescelti, come in tante aziende, apparentemente viene stilata distinguendo tra indispensabili e non, nella realtà la distinzione avviene tra graditi e non. Ma non voglio parlare nemmeno di questo.

Voglio parlare di M.

La settimana scorsa nell’azienda di M comincia la processione dei nominati CIS, in attesa di sentenza. La maggior parte hanno anche una certa età, fatto curioso no? Che, magari loro non lo fanno, ma io se fossi in loro mi chiederei: “E adesso dove c…o vado?”. Ma non voglio parlare neanche di questo.

Voglio parlare di M!!

Alla reception arriva il Signor C, che è già a casa da un bel po’ ed è stato convocato dall’ufficio personale per sapere se deve sgombrare l’armadietto oppure no.

M lo accoglie calorosamente, perchè ogni tanto ci andava a prendere il caffè con il Signor C. E poi M è socievole.

Poi quando è ora di annunciarlo, M prende in mano decisa la cornetta. E’ costretta ad indugiare, si volta verso il Signor C e con un sorrisone gli chiede: “Chi devo dire? Scusa non mi ricordo il tuo nome…”

“Cominciamo bene…” grugnisce il signor C.

Che permaloso!!

M è bravina e si merita una promozione. Magari all’Ufficio Risorse Umane..

Qui si ride per non piangere.

“Che c’è di peggio di vedere lui che dopo cena mi strappa un capello e lo usa come filo interdentale, a tavola?”
Questa è la battuta di un celebre film.
Ma io dico che c’è di peggio nella realtà.

Una mia amica, M, frequentava un uomo. Una sera M ed una sua amica F si vedono per un aperitivo. Lui chiama M e insiste per aggregarsi. Per tutto il tempo il simpaticone ci prova con F sotto gli occhi sgomenti di M. Anzi, per non offendere nessuno si offre anche per un amichevole ménage à trois. Alla fine dell’aperitivo la simpatica bestiola pretenderebbe anche di passare la notte a casa di M che sempre più sgomenta gli rovescia addosso una valanga di improperi. Aspetta che non è mica finita. Due giorni dopo l’omuncolo scrive a M: “Visto che non porti rancore, potresti darmi il numero di F, che mi è proprio piaciuta?”

Un’altra mia amica L usciva con P. Quando lei lo chiamava lui rispondeva: “Adesso sono impegnato. Sto leggendo Il Resto del Carlino” oppure “Ora non posso: mi sto tagliando le unghie” e riattaccava. Giudicare impegnativa la lettura del Carlino mi risulta difficile, però effettivamente destreggiarsi con telefonino e forbicine, bisogna dargliene atto, è piuttosto complicato. Poi però, ogni tanto, quando era in giro per locali con amici, P chiamava L e la invitava a raggiungerlo.
L arrivava e lui continuava a intortarsi le bariste, ignorandola spudoratamente. Oppure le presentava qualche sua ex- amante.

Un’altra ancora, R, aveva una complicata relazione con un tizio.  Ad un certo punto R vive un brutto momento, difficile.
Lui che ci tiene a tirarla un po’ sù fa La Pensata: “Ti porto in un night!”. Beh, lui il suo impegno ce l’ha messo…
Mi viene in mente una frase di una canzone super-romantica di Sergio Cammariere: “Tutto quello che un uomo può fare stavolta per te lo farò”. E mi rotolo dalle risate.
R ha riso meno quando ha scoperto che lui si scopava anche un’altra. Non si è mai saputo se portava pure questa nei night.

Adesso ditemi cosa c’è di male se uno a tavola ti strappa un capello e lo usa come filo interdentale? Sarà un’igienista! Non sarà mica il peggiore dei difetti? Chiedesse pure una bacinella al cameriere e si facesse un pediluvio sotto il tavolo del ristorante!!!

UOMINI NORMALI? YUUUHUUUUU!!!! DOVE SIETE FINITIIIIIIII?????

L’ho riguardato stanotte, che tanto di dormire non c’è verso, manco con le mazzate.

A furia di notti in bianco sono quasi pronta per trasferirmi in Groenlandia.

E poi ci sono momenti nella vita di una donna in cui si ha proprio bisogno di “Harry ti presento Sally”. In alternativa va bene pure “Colazione da Tiffany”. Ma io preferisco il primo, più ironico e più vicino al mio tempo.

Ve lo racconto? Sì, così qualcuno versa due lacrime e qualcunaltro si fà quattro risate.

Harry e Sally si conoscono dopo l’università e fanno insieme il lungo viaggio Chicago-New York.

Chiacchierano tutta la notte, ma non si piacciono un granchè. Comunque lui ci prova a portarsela a letto (capirai è un uomo…) e al rifiuto di lei snocciola la prima “perla” del film: uomini e donne non possono essere amici.

Dopo una decina di anni in cui si incontrano una sola volta per caso, si ritrovano nuovamente.

Harry è appena stato scaricato dalla moglie, cornuto e mazziato. Sally si è appena lasciata dal compagno.

Lui pare un disperato, lamentoso, come ogni uomo abbandonato. Lei pare quasi rilassata, perchè le donne, si sa, son più brave a raccontarsi stronzate.

Insomma cominciano a frequentarsi e diventano amici. Escono insieme, ridono, scherzano, si raccontano, si consolano….e si innamorano.

Ma tra loro non cambia niente. Forse per paura o forse perchè cambiare una relazione nata in un modo è difficile.

Finchè non succede il “fattaccio”. Sally chiama Harry in piena notte, disperata perchè il suo ex si sta per sposare. Embè, le donne tutte d’un pezzo, quando crollano lo fanno di schianto. Harry si precipita da lei per consolarla e finiscono a letto insieme.

Dopo di che Harry si da alla macchia. E Sally s’incazza.

Insomma. Lei è una donna, che capisce tutto subito, e lui un uomo, che se glielo spieghi lo capisce. Forse.

Comunque ovviamente c’è il lieto fine. Perchè quel fesso di Harry si accorge di quanto gli manca Sally e la notte di capodanno corre a perdifiato per tutta NY per raggiungerla.

E appena la vede si dichiara. Pronte coi fazzoletti,?Perchè lo cito veh…

“Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di Capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.”

Ecco qual è il problema delle donne della mia generazione. Siamo cresciute guardando ’sti film…

La Fata

Qualche settimana fà.

Mentre sto passando proprio di fronte a un conad, al mio cervello sovviene che:

- non ho più un goccio di latte per la piccola idrovora,

- i panni dovrò lavarli a sputi se non compro un detersivo,

- l’unica verdura che mi è rimasta in frigo è una carota smilza che ha fatto radici e tra un po’ esce  e si và a buttare nel bidone da sola.

Un supermercato in cui non ho mai messo piede, ma chissenefrega.

Me ne sto lì al reparto frutta e verdura insaccando nervosamente una pila di innocenti pomodori, quando sento alle mie spalle una voce maschile parlare. All’inizio non ascolto, poi sento ripetere più volte la stessa frase, ogni volta a tono più alto:

“Ma che bel grappolo d’uva!!Ma dietro al grappolo c’è qualcosa di ancor più bello!Una donna, bella come una fata!”

Mi guardo intorno. Nessuno. Ok, questo ce l’ha con me. Mi giro, con un pomodoro in mano, pronta a sferrarlo al quarantenne piacione che mi immagino di ritrovarmi davanti.

E invece cosa vedo? Un vecchietto sorridente, con un basco in testa, fare cucù da dietro al grappolo d’uva che tiene in mano.

Mi metto a ridere e ripongo la mia arma nel sacchetto.

Io e il signor F abbiamo fatto la spesa insieme.

Il signor F avrà ottantanni suonati, ma un viso tondo e fresco e due occhietti vispi.

Spingendo i nostri carrelli mi racconta di sua moglie che è morta, di suo figlio e dei suoi nipoti, della sua casa in campagna e delle poesie che scrive che a volte gli pubblicano sul Resto Del Carlino.

Lo fà con un tono allegro e non in quella sorta di nenia lamentosa con cui spesso gli anziani sono soliti parlare.

E ogni tanto , mentre racconta, spara un “Ma lei è bellissima!” “Ma che sorriso che ha!” “E che occhi!” “Lei è proprio una fata!”

Davanti alle biciclette, prima di salutarci, mi recita pure una delle sue poesie.

Insomma il signor F ce stà a provà.

Oggi, Signor F, andrò anche io a fare la spesa nel supermercato dove lei và tutti i giorni da trent’anni. E spero proprio di incontrarla. Magari mi dice quanto sono bella e poi mi recita una poesia.

Oggi ne avrei proprio bisogno.

Signor F, non mi deluda. Non mi lasci all’ortofrutta in balia di quarantenni piacioni….

Il Mostro

C’è un Mostro nella mia camera da letto.

E’ lì da qualche settimana. All’inizio era piccolino, alto al massimo 30 centimetri.

Col passare dei giorni, nutrito dagli abitanti di casa, è cresciuto vertiginosamente e ora si erge minaccioso in un angolo ai piedi del mio letto.

Ha mille gambe e mille braccia ed ogni sera mi guarda dall’alto del suo metro e ottanta. E mi giudica, pure.

Se tra qualche giorno non avrete mie notizie sappiate che la pila dei panni da stirare ha deciso di aggredirmi.

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