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Arriva il giorno

Arriva il giorno in cui tuo figlio di sette anni arriva torvo in cucina e ti si piazza davanti fissandoti mentre tu inzuppi il plumcake nel tè.
Lo guardi con aria interrogativa e lui di rimando imbroncia di più la faccia e ti sventola davanti al naso un paio di calzini, quelli che gli hai preparato la sera prima.
“Quindi?”
“Sono di Winnie Pooh. Io non li metto. Sono da piccoli.”

Ecco, è la fine.
Da qui a trovarmi una fidanzata col piercing in salotto è un attimo.

Se non ora quando?

Perché sono una donna che lavora.
Perché sono una donna che ha studiato e si e’ laureata.
Perché sono una donna che crede che studiare e lavorare siano i mezzi per migliorare la qualità della propria vita. E perché questo me l’ha insegnato mio padre.
Perché sono una donna che crede che un bell’orgasmo sia già una ricompensa sufficiente.
Perché mia madre e’ una donna. Perché mia nonna era una donna. Perché le mie sorelle sono donne.
Perché sono incinta. E perché sto per mettere al mondo una nuova donna. E voglio che mia figlia sappia che non sono rimasta solo a guardare quando avrei potuto fare qualcosa per cambiare il suo futuro.
Perché mio figlio Pietro un giorno sara’ un uomo.
Ecco perché domenica 13 febbraio io vado in piazza.
Con tutta la mia pancia.
Con tutta la mia rabbia.
Con tutta la mia voce per gridare BASTA!!!
Se non ora quando?

Azdore.

Ormai è tradizione.

Ogni lustro io e mia madre ci ritroviamo per preparare i cappelletti per Natale.

I 4 anni che ci stanno nel mezzo li passiamo a riprenderci dalla fatica improba.

Le fasi di lavorazione classiche, e quest’anno non ha fatto eccezione, sono le seguenti.

Fase1- preparatoria: Nelle 2-3 settimane precedenti la data designata per l’evento mia madre intervista tutte le note ‘zdore di sua conoscenza, annotando su pizzini le diverse ricette di ripieno, ingredienti segreti, barbatrucchi da esperte. I pizzini si smarriscono nelle borse, ma una ricetta unica prende forma nella testa di mia madre. Unica e irripetibile. Sui cappelletti di mia madre si potrebbe stampare l’annata, come sui vini.

Fase2-la spesa: A fare la spesa si spedisce il garzone di bottega, cioè mio padre.

Fase3-il ripieno: Se ne prepara in quantità industriale. Quest’anno avremmo potuto farcire una mongolfiera volendo. Ma tanto poi molto se ne và in assaggi. “E’ troppo insipido?”

“No, ma secondo te manca di pepe?”

“No, però ci vuole più noce moscata…”

“Oddio, mamma sei sicura che non fosse cannella?”

“Sì, l’ho fatta comprare. E comunque la cannella nelle crocchette ci stava benissimo!”

“Sì, vabbè”

Fase4-la sfoglia: Tiriamo fuori la macchinetta per tirare la sfoglia. “Vedrai si fa in un attimo!”, dice mia madre. Poi ci mettiamo 10 minuti per montarla. Altri 20 in tentativi che producono strisce di pasta bucherellata. “Ok, facciamo a mano.”

Fase5-riempi e chiudi: E’ la fase decisamente più creativa. Il risultato: cappelletti delle forme più svariate e dalle dimensioni crescenti. Gi ultimi sono grandi come dei panettoni. Che dopo un po’ ti rompi le balle di star lì a ripiegare.

“Ma quanti ne dobbiamo fare?”

“Mah, si conta 20 cappelletti a piatto..”

“20??Ma valà, di questi ne bastano 10!”

Domani li mangiamo…Fino al 2015 non se ne palra più.

Buon Natale a tutti!!

Amore fraterno

“Quando esce?”

“Ad aprile.”

“Io lo schiaccio.”

Cominciamo bene.

“Esce con gli occhiali?”

“Eh?Certo che no!”

“Ah.”

Perchè non si picchiano quelli con gli occhiali?

” Tu sarai il fratellino maggiore: dovrai insegnargli un sacco di cose!”

“Gli insegno a usare la sega, ad arrampicarsi sugli alberi, a lanciarsi dalla finestra….”

Oh mio dio.

“E se fosse una femmina?”

“Io mi in-ca-vo-lo!”

“E perchè?”

“Io voglio un fratellino, non una sorellina!Non so cosa farmene di una femmina!”

Ah ecco.

“Un ‘altra caramella!”

“No, basta. Ne hai già presa una.”

“Me ne dai una per la mia sorellina?”

Cos’è quello sguardo diabolico?

Tappe tappe tappe tappe tappe tappe tappe taaaap splaff!

“Mamma, se gli animali cadono dalla mongoNfiera?”

“Mmmmmhh si fanno male..”

“Lo sai che Matteoningozzi c’ha un cerotto in un dito s’è fatto male nell’erba?”

“Aaah..yawn..”

“Il mondo è pesante?”

“Eh abbastanza..”

“Ci sta il mondo in camera mia?”

“Non direi..”

“E se io cado dal mondo?”

Sono le 7.05 del mattino, fuori è un buio pesto e un freddo cane. Ho ancora il piumone tirato su fino alle orecchie e un nano giornalista de Le Scienze è appena caduto nel mio letto. AIUTO.

Come diavolo ci sono finiti gli animali sulla mongolfiera?

Riposi in pace.

Diamo degna sepoltura al corpo ormai agonizzante della Democrazia Italiana.

E grazie all’inizio dei mondiali di calcio gli italiani si dimenticheranno in fretta di piangere per Lei.

De gustibus

Alla sottoscritta a sentire la sua voce si seccano tutte le parti del corpo. Proprio tutte.

A volte mi cadono anche i peli delle ascelle. Il chè potrebbe anche avere i suoi lati positivi, a onor del vero.

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